Gli investimenti finanziari
Chiunque abbia avuto la possibilità di accumulare delle somme di denaro (in questi tempi potremmo anche dire la fortuna) si è trovato ad affrontare la problematica di come conservarle nel migliore dei modi e, possibilmente, di farle sfruttare.
Tale attività è assolutamente connaturata alla oculata gestione dei propri redditi e, se sapientemente utilizzata, costituisce anch’essa fonte di reddito.
I nostri padri costituenti, ben consapevoli dell’importanza del risparmio hanno inserito all’interno della carta costituzionale uno specifico articolo che ne sancisce l’assoluta rilevanza garantendone la tutela ed incoraggiandone lo sviluppo.
L’art. 47 della Costituzione stabilisce che:
“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.”
L’importanza della formazione di risparmio appare talmente ovvia, in tutti i settori della vita umana, da rendere centrale, all’interno del sistema normativo, l’imposizione di una disciplina volta alla regolamentazione della materia ed alla tutela del corretto esercizio dell’attività creditoria, proprio per salvaguardare uno dei pilastri della economia statale.
Ovviamente, nel corso del tempo, si è avuta una tale evoluzione delle forme di risparmio e dell’investimento tale da rendersi necessaria una minuziosa disciplina volta a tutelare soprattutto le parti più deboli, ossia i risparmiatori, rispetto ad attività di sollecitazione all’investimento che si potessero rilevare azzardate o, comunque, in contrasto con la tutela costituzionale del risparmio stesso.
La nozione di strumento finanziario è stata introdotta, per la prima volta nell’ordinamento giuridico italiano, dal d.lgs. 23 luglio 1996, n. 415 (Decreto Eurosim) in sostituzione della definizione di valore mobiliare, non più adeguata all’evolversi dei nuovi servizi di investimento.
La legge prevede un’elencazione tassativa di tipologie di prodotti finanziari che possono essere considerate strumenti finanziari.
In particolare, secondo l’art. 1 del d.lgs 24 febbraio 1998, n. 58 sono strumenti finanziari:
- le azioni e gli altri titoli rappresentativi di capitale di rischio;
- le obbligazioni, i Titoli di Stato e gli altri titoli di debito negoziabili sul mercato dei capitali;
- le quote di fondi comuni di investimento;
- i titoli del mercato monetario;
- qualsiasi altro titolo che permette di acquisire quelli indicati nei punti precedenti;
- i contratti futures;
- i contratti swap;
- i contratti a termine;
- i contratti di opzione;
- combinazione di contratti e titoli indicati nei punti precedenti
Scorrendo la lista appena sopra elencati, troveremo termini che, a vario titolo, sono entrati nella familiarità di tutti gli italiani.
A ciascuno di questi strumenti finanziari corrisponde una diversa tipologia di forma di investimento che si caratterizza per una sua specifica rischiosità e redditività.
Sono proprio questi due termini, rischiosità e redditività, che costituiscono gli aspetti fondamentali da tenere in considerazione quando ci si avvicina al mondo degli investimenti finanziari ed è bene, pertanto, sapere e gli stessi si muovono su una scala assolutamente proporzionale: ad una maggiore redditività corrisponde un maggior rischio, mentre ad una minore redditività corrisponde anche un rischio minore di perdere i propri risparmi.
Ebbene quindi avere presente con assoluta chiarezza che non esistono investimenti finanziari privi di rischio.
Di tale situazione sono ben consapevoli tutti coloro i quali hanno già avuto la sfortunata avventura di imbattersi in situazioni quali quelle oggi tristemente famose delle obbligazioni argentine, delle obbligazioni Parmalat e Cirio, sino a giungere ai giorni nostri per quanto riguarda il fallimento delle quattro banche italiane avvenuto nell’anno 2015 e, ad oggi, delle banche venete di cui sono state e sono piene le cronache giornalistiche (è inutile tentare di stilare una lista delle molteplici forme di investimento che hanno comportato enormi perdite per gli ignari clienti, si va dalle azioni alle obbligazioni, dagli strumenti finanziari derivati ai fondi di investimento, dai buoni postali fruttiferi ai diamanti o ad altri minerali preziosi, tutti accomunati da situazioni in cui l’investimento veniva proposto come assolutamente sicuro e poi si rivelava lucroso solo per chi lo proponeva -banche o promotori finanziari che fossero).
Proprio per fornire la migliore tutela di risparmiatori “traditi” che hanno visto sfumare lunghi anni di sacrificio con perdite rilevanti dei loro patrimoni, Vincere Con Le Banche ha riunito un gruppo di esperti che fossero in grado di fornire una consulenza altamente specializzata al fine di consentire a tanti risparmiatori di ottenere il rimborso dei loro capitali.
Abbiamo visto molto spesso persone che si erano rassegnate ad aver perso tutti i loro risparmi senza sapere neppure la ragione e senza aver quantomeno provato a recuperare il frutto di lunghi anni di lavoro e di sacrifici.
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